mercoledì 5 marzo 2008

Dubbio...

ma cosa intendete voi per "essere favorevoli o contrari all'aborto"? io per esempio non credo che avrei mai il coraggio di abortire (anche se non mi piace dire mai...) però non sono contraria alla legge che rende lecita la cosa!

ps x dino: e c'hai ragione, sarebbe ora di iniziare a dialogare...ma io dovevo solo scrivere il mio primo post:(

7 commenti:

Ariuccia ha detto...

dunque...come dicevo la mia posizione è da chiarire nel senso ke nn sono daccordo con l'idea di abortire (la accetto solo in caso di gravidanza post-stupro) e tanto meno credo ke sarei capace di farlo ma sono favorevole alla legge xkè so ke le donne lo fanno e hanno il diritto di farlo con le dovute attenzioni.

Ariuccia ha detto...

dunque...come dicevo la mia posizione è da chiarire nel senso ke nn sono daccordo con l'idea di abortire (la accetto solo in caso di gravidanza post-stupro) e tanto meno credo ke sarei capace di farlo ma sono favorevole alla legge xkè so ke le donne lo fanno e hanno il diritto di farlo con le dovute attenzioni.

Ariuccia ha detto...

xkè mi ha pubblicato 2 volte?!

ha detto...

io sono d'accordo con te..nemmeno io avrei il coraggio..però penso ke nn avrei nemmeno il coraggio di portare avanti una gravidanza nn voluta!

Superfabius ha detto...

Credo che nessuno di noi possa decidere della vita altrui. Anche se nella pratica è molto difficile, non bisognerebbe mai abortire. I bambini sono doni del cielo.

Cecia! ha detto...

....anche se ti piomba addosso in seguti ad una violenza carnale un bambino è un dono del cielo??? io direi..della terra, nella sua espressione peggiore!
sono d'accordo con arianna e in parte con luisa: per una donna una scelta del genere è terribile, ma può avere le sue motivazioni profonde; e allora tanto vale che nel fare questa scelta una donna sia tutelata e non metta a rischio la sua salute.
...nella mia prossima vita, cmq, vorrei nascere uomo!

Cecia! ha detto...

"Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente, dai due genitori. Se no è un atto animalesco e criminoso. Un essere umano diventa tale non per il casuale verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e d’amore da parte degli altri. Se no, l’umanità diventa - come in larga parte già è - una stalla di conigli. Ma non si tratta più della stalla «agreste», ma d’un allevamento «in batteria» nelle condizioni d’artificialità in cui vive a luce artificiale e con mangime chimico.
Solo chi - uomo e donna - è convinto al cento per cento d’avere la possibilità morale e materiale non solo d’allevare un figlio ma d’accoglierlo come una presenza benvenuta e amata, ha il diritto di procreare; se no, deve per prima cosa far tutto il possibile per non concepire e se concepisce (dato che il margine d’imprevedibilità continua a essere alto) abortire non è soltanto una triste necessità, ma una decisione altamente morale da prendere in piena libertà di coscienza. Non capisco come tu possa associare l’aborto a un’idea d’edonismo o di vita allegra. L’aborto è «una» cosa spaventosa «…».
Nell’aborto chi viene massacrato, fisicamente e moralmente, è la donna; anche per un uomo cosciente ogni aborto è una prova morale che lascia il segno, ma certo qui la sorte della donna è in tali sproporzionate condizioni di disfavore in confronto a quella dell’uomo, che ogni uomo prima di parlare di queste cose deve mordersi la lingua tre volte".
Italo Calvino, 1975.